Confine
performance interattiva di danza e musica
    coreografia e danza
  • Gabriella Cerritelli
  • live electronics Domenico Sciajno
  • Luci: Roberto Tarasco
  • Costumi: Roberta Vacchetta

Confine è un lavoro di ricerca sul senso del limite - da superare o da rispettare - che si avvale dell'utilizzo di dispositivi elettronici e media digitali.

Il confine è quel punto oltre il quale è possibile incontrare l'altro, aprirsi a nuove esperienze, respirare il senso di libertà, ma è anche il limite entro il quale è possibile scoprire spazi interiori prossimi alla trascendenza.

Per la realizzazione di questa performance vengono implementati strumenti informatici per progettare e generare il suono a partire dai gesti, dai movimenti e le espressioni del corpo.

In particolare un sistema elaborato da Domenico Sciajno, per la rilevazione e la mappatura del movimento attraverso una doppia telecamera ad infrarossi (Kinect) che mette in connessione il corpo con il computer permettendo di creare un filo diretto tra movimento e suono.

L'utilizzo di questa tecnologia è limitato a uno spazio di azione di m 4x4, dentro questi confini si sviluppa la ricerca interdisciplinare in una trama di relazioni tecnologiche ed umane che si apre a sperimentazioni inedite.

Fuori da questi confini c'è una dimensione creativa già conosciuta ma al tempo stesso priva di legami strutturati e tangibili.

La ricerca creativa e di relazione tra suono e movimento si sviluppa attraverso l'esplorazione di questi due territori.

“Il musicista utilizza la tracciatura e la mappatura dei gesti e delle articolazioni corporee non soltanto per rilevarne la localizzazione nello spazio tridimensionale o per riconoscere gesti predefiniti, bensì per creare un ambiente sensibile in cui altre siano le proprietà del movimento che vengono rilevate. Ovvero densità, grana, flessibilità, rigidità, rugosità, scorrevolezza, trama, coerenza e carattere piuttosto che modello, disposizione, forma, organizzazione, quantità, schema e struttura. In altre parole pensare a come generare ed elaborare processi sonori attraverso la metafora della creazione e della manipolazione del tessuto nello spazio piuttosto che il suo taglio e il suo confezionamento”

Domenico Sciajno

In collaborazione con la Fondazione Piemonte dal Vivo Circuito Regionale dello Spettacolo